Chi si chiede cosa si fa qui si rassereni: esattamente non lo sa nessuno.
Io ci metto qualche parola e qualche foto.
Con un'unica regola: solo finché mi fa felice.

martedì 16 dicembre 2014

Come il cono col gelato


Dopo tutti questi anni, arrivederci e bentornati,
ho pensato che due versi te li fossi meritati.
Mica facile trovare le parole più calzanti
a una cosa solo nostra, che però appartiene a tanti,
che conoscono dovunque, da ogni parte del pianeta,
e però, allo stesso tempo, rimarrà sempre segreta.

Etichette non ne uso, non darò definizioni,
ma fa rima con il “cuore” di milioni di canzoni.
Forte fragile e assoluto, sempre uguale ma diverso,
qualche volta ti indirizza poi ti fa sentire perso,
va a toccare strani fili del gomitolo che siamo
e li tesse in nuove trame, ma non sempre le capiamo.

La bugia più colossale che qualcuno si racconta
è che quando l’hai trovato tutto il resto poi non conta,
ma io credo fermamente che l’amore (mi è scappato)
possa essere più o meno come il cono col gelato:
ti sostiene e questo è bello, dolce e molto confortante,
ma se tu, lassù, ti squagli, resta poco di importante.

Sono molte, a dire il vero, le menzogne sul suo conto:
che non possa esserci un’alba se c’è stato già un tramonto,
che ci siano convenevoli e passaggi obbligatori,
che il suo esito dipenda dai tuoi pregi o dai tuoi errori,
che non rappresenti un viaggio ma piuttosto sia la meta,
che si esprima a complimenti, paroloni da poeta.

Paroloni non ne vuole, la retorica la schiva:
io da lui voglio soltanto che mi renda ancor più viva,
ed è spesso coi dettagli che sembravano da niente
che mi svela che un “regalo” puoi chiamarlo anche “presente”.
Perché Dante sarà andato in paradiso con Beatrice,
ma non penso l’aiutasse mai con una lavatrice.

C’è chi cerca di fissarlo con un selfie, o un tatuaggio,
ma l’amore chiede tutto un altro tipo di coraggio…
ed il bello è che per quanto io sia sciocca e limitata
è un coraggio misterioso, che però è alla mia portata.
Grazie a te che qualche volta sembri il nastro da tagliare
ma in realtà non sei il mio arrivo: sei il mio fiume verso il mare.

4 commenti:

  1. Se c'è un paradiso - non per me: non c'è nessun mondo migliore di questo, come per il sergente Welsh - là Dante sta ridendo a crepapelle per la rima Beatrice - Lavatrice!
    :-)
    "[…] il linguaggio dell’amore è un linguaggio segreto, e nella sua più alta perfezione è muto come un abbraccio." Robert Musil – L’uomo senza qualità

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