Chi si chiede cosa si fa qui si rassereni: esattamente non lo sa nessuno.
Io ci metto qualche parola e qualche foto.
Con un'unica regola: solo finché mi fa felice.

domenica 8 febbraio 2015

Sembrava troppo estate, anche se è inverno


È bello mettere la casa in ordine, in quell’ordine che solo una volta ogni tanto, quando hai voglia di svuotare i cassetti e valutare se tenere o se lasciare: quando passi al vaglio tutto attentamente, ti rigiri le scartoffie tra le mani, ti ricordi di un periodo così strano che lo vedi in bianco e nero nei pensieri. È bello che alla fine dei lavori hai tenuto quasi tutto, a dire il vero, ma lo spazio, come fosse una magia, si direbbe quasi il doppio all’improvviso. E magari serve a questo riordinare, dentro casa, nella vita e nella testa: non è sempre necessario fare un sacco, da spedire - solo andata - al cassonetto, ma già mettere le cose al loro posto rende molto più leggero il nostro andare. E comunque è bello anche se la casa è un disastro di disordine e ritardi: sarà segno che era un giorno troppo pieno. O che il sole fuori era troppo grande. Che sembrava troppo estate, anche se è inverno, o che un libro mi chiamava troppo forte. Sarà segno che era meglio fare un dolce, fare un giro, fare un bagno, far l’amore, fare altro ma anche fare proprio niente, perché poi, alla fine, non è mica detto.

È bello arrivare troppo presto, perché quell’appuntamento lo aspettavi con un pizzico di fretta dentro i piedi, o perché semplicemente ti annoiavi, e sei uscito un po’ in anticipo sui tempi. Così l’altro, quando arriva, ti saluta che già stavi chiacchierando col barista, che seguivi dei piccioni con lo sguardo, che facevi qualche foto della piazza o magari che soltanto lo pensavi. Lo aspettavi ma non eri spazientito. Però è bello pure quando sei in orario, ma un istante esatto prima del parcheggio parte in radio la canzone che ti squaglia, la canzone che è un miracolo star fermi, la canzone che la canti anche da zitto, non conosci le parole e hai mal di gola ma comunque te la devi fare tutta, anche a costo di commettere violenza verso il testo o l’innocente lingua inglese. A quel punto non c’è verso, sei in ostaggio: che dovessi chiacchierare con gli amici, incontrare il tuo datore di lavoro, o salvare tutto il mondo o far la spesa, la canzone te la godi fino in fondo e in orario, dopo un po’, non lo sei più, però sai che cosa c’è? Chi se ne frega.

Mi sembra siano belle troppe cose, e mi chiedo se l’amore, quello vero, sia davvero uno soltanto nella vita.

Nessun commento:

Posta un commento