Chi si chiede cosa si fa qui si rassereni: esattamente non lo sa nessuno.
Io ci metto qualche parola e qualche foto.
Con un'unica regola: solo finché mi fa felice.

domenica 7 dicembre 2014

Certe scelte sembrerebbero una fuga


Qualche volta si vorrebbe fare finta
di esser forti , senza il minimo timore,
ma una maschera, per quanto ben dipinta,
prima o poi dovrà vedersela col cuore.
Certi giorni siamo come circondati
da modelli così fulgidi e perfetti
che a confronto ci sentiamo inadeguati,
traboccanti di mancanze e di difetti.

Ci chiediamo cosa abbiamo combinato
di salvabile, almeno fino adesso,
come se il nostro valore fosse dato
da un curriculum stracolmo di successo.

Un curriculum perfetto si può fare:
l’importante è tenere ben lontani
quei problemi che, dovendoli affrontare,
rischieremmo di sporcarci un po’ le mani.
Basta togliere alla vita un po’ di cose
(riso e lacrime ad esempio, e la paura,
e le spine, ma con loro anche le rose,
qualche amico, e con lui la “scocciatura”,
di affrontare tutto quello che è diverso
dalla nostra personale presunzione).
Sono certa che così sarebbe perso
tutto ciò che invece merita attenzione,
ma di certo ne usciremmo più brillanti,
senza fastidiose rughe di espressione:
di bellezza e di sorrisi mendicanti,
ma vicini più che mai alla perfezione.

Ma “perfetto” è sinonimo di morto,
di finito, di già sazio, di esaurito…
Che sia meglio costruire un ponte storto,
ma che punti dritto verso l’infinito?

Programmiamo pure tutto nel dettaglio,
che la vita degli schemi se ne infischia:
qualche volta premia più chi fa uno sbaglio,
chi sa uscire dal sentiero, quindi rischia,
e chi riesce a dire “no” quando ci vuole,
anche quando tutto il mondo si aspettava
da noi tutto un altro tipo di parole.
Beh non mi interessa proprio essere “brava”.

Mi interessa che in futuro ogni mia ruga
testimoni tutti quanti i miei insuccessi:
certe scelte sembrerebbero una fuga,
però sono appuntamenti con noi stessi.
E chissà, sarò un disastro? avrò il mio posto?
Cosa c’è di male in qualche cicatrice?
Non m’importa esser perfetta ma piuttosto
voglio essere un disastro, ma felice.

2 commenti:

  1. "Tu non ci capisci nulla amico mio: altrimenti sapresti che l'azione ha in sé il suo premio. Fare, operare, opporsi

    agli eventi, vincerli, esserne vinto, sta qui tutta la gioia e la salute degli uomini."
    "Anche questa è una maniera per stordirsi" mormorò l'altro.
    "Sarà, ma io preferisco stordirmi... Crepare per crepare, preferisco crepare di passione piuttosto che di noia."
    Émile Zola - Au Bonheur des Dames, IX.
    :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. :) chissà Zola cosa penserebbe di questo accostamento tra noi!

      Elimina