Settembre, se fosse un momento,
sarebbe le sei del mattino
perché custodisce un intento,
ha l’animo ancora bambino,
e se fosse un pasto, di certo,
sarebbe la mia colazione:
un nuovo barattolo aperto,
le fette, del tè col limone,
e fuori la strada rivive.
Che razza di giorno ci attende?
Settembre e le sue aspettative.
Un popolo che non si arrende.
Settembre è la strofa iniziale,
l’attacco, l’esordio, la nota,
lo sparo, la marcia nuziale.
Non c’è cuore che non si scuota.
Il buio che c’era c’è ancora,
ma non ha più il nostro controllo:
siam fatti per altro. L’aurora.
Lo schiudersi. L’alba. Il decollo.

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