Ho pensato che se noi eravamo in tre
- io, mia mamma ed Annalisa, la mia amica -
e ciascuna, nello zaino, lì con sé,
si portava un po’ di gioia e di fatica,
molte risa, qualche lacrima e un bel sogno,
tanti bei ricordi dentro la memoria,
molte debolezze (non me ne vergogno),
cicatrici – narratrici di una storia -
poi la voglia di saltare fino al sole,
chili e chili di pensieri e di speranze,
un archivio sconfinato di parole,
desideri annullatori di distanze,
più crateri, rughe e ombre della luna,
qualche delusione e piccoli successi,
una dose equa di sfighe e di fortuna,
e valanghe di passioni e di interessi…
Ho pensato - vi dicevo - che se è vero
che in tre appena portavamo tante cose,
figurarsi nello stadio tutto intero
che abbondanza di bellezze strepitose!
Pensa te se così in tanti si pensasse
a un pensiero grande e rivoluzionario.
Se poi subito non lo si abbandonasse…
Pensa te che potenziale straordinario.
Quanti cuori, teste, braccia, piedi e voci
che si sono con pazienza messi in fila.
I messaggi belli vanno più veloci
quando li si canta insieme in 30 mila,
e ho pensato “basterebbe tanto poco
per sentirci così belli e così vivi.”
Faccio un calcolo un po’ serio e un po’ per gioco:
30 mila e più persone coi panini,
scarpe comode e la voglia di ballare,
fanno in tutto 30 mila e più destini.
Mi emoziona, senti. Che ci posso fare?

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