Insomma: complici il tempo libero e una macchinetta fotografica imperfetta ma dignitosa, ho deciso di aprire le porte di casa mia. Io non ci abito più, a dire il vero, ma è pur sempre casa Orsi. Piena di ricordi, piena di pezzi di me, piena in generale, ecco. Piena di tutto, lo vedrete.
Varcata la soglia eccoci qui, in una giornata di sole e di ordinaria confusione. Niente di che, come potete vedere.
Anche se, a ben guardare, si possono cogliere tenere tracce di vita. Tipo un fiore arancione in un bicchiere blu, o un augurio scritto di buona giornata.
C'è sempre qualcuno che accoglie gli ospiti, e non prendetevela per il broncio del bimbo: dev'essere ancora per quella volta che gli ho staccato la testa, e per non farmi scoprire dal capo l'ho nascosta sotto un cuscino. Ad ogni modo il capo (mia mamma) si sarebbe arrabbiato di più se avessi rotto la fanciulla più in basso, presumo. Perché quella l'ha fatta lei.
Ma accomodatevi un momento in cucina. Mentre prendo da bere guardatevi pure attorno e fate conoscenza con qualche foto, con l'orso bianco e con i sassi, con piatti che sembrano pizzi e altre fanciulle custodi di questa strana tana.
Se poi per una boccata d'aria ci spostiamo in balcone, ecco che ci troviamo in un buffo genere di giardino. Di fiori ce ne sono, e anche di foglie e di bacche. Ma a volte sono secchi, siccome vengono da lontano: c'è chi ha la mania di raccoglierli ovunque si trovi. Perché - dice - ogni venatura, ogni ruga e ogni bitorzolo che c'è in natura è bellissimo, se lo sappiamo guardare. A mia mamma, Anna Rita, tutto dà l'ispirazione per le ceramiche e le creazioni di filo di ferro, che stanno prendendo il sopravvento un po' ovunque.
Andiamo nella zona notte, dai. Prima passiamo dal corridoio, salutando il gatto alato firmato Elena. Poi entriamo nella mia camera da letto, che nell'ultimo anno è diventata una foresta di bozzetti e di sculture fatte di terra, di sassi, di ferro e di carta. Tra vecchi peluche, diari segreti della mia adolescenza, foto ricordo e portamatite è tutto in bilico e bisogna stare un po' attenti a muoversi, come ci fa notare un bel biglietto sulla scrivania. Per fortuna The Little Grey Rabbit controlla i visitatori.
Perché sul tavolo ci sono loro:
Per non parlare di cosa c'è sotto il tavolo! Basta chinarsi un momento, così:
Ma anche sugli scaffali, sul muro, e vicino allo specchio. E' un'invasione, ve lo avevo detto subito.
E poi ci sono io, che fotografo tutto. Non è che uno debba andare chissà dove, per vedere qualcosa di interessante.
La camera dei miei, forse, è il vero tempio dell'artista. Degli artisti, per la precisione, perché anche mio babbo se la cava piuttosto bene. Un po' Orso, ma poetico dentro.
Anche qui c'è un custode, e sembra pure un tipo solare.
Persino Gesù si è guadagnato un bel vestito di foglie e di fiori secchi, e se ne sta accanto all'omino di filo. Spero non se ne abbia a male, ma credo proprio di no.
In mezzo a tutta quest'arte, niente sembra impossibile. Le bambole si innamorano degli orsetti, le foglie sono come ricamate, e gli angeli portano le zebre al guinzaglio.
Entrando in camera di Elena, invece, bisogna passare sotto uno sguardo così:
Esatto, è molto brava con le matite. E' brava anche a lasciare tutto in disordine, ma poi va a finire che ci mette una chitarra in un angolo, uno specchio per terra, un cappello appeso a una molletta gigante e un uccellino sul muro, ed ecco che, per magia, ti sembra quasi fatto apposta. Per forza, dev'esserci un senso segreto nel caos. Altrimenti non so, dite che sarebbe così bello?
Bene miei cari, la visita è finita. Spero vi siate divertiti e abbiate voglia di tornare. Siamo piuttosto pieni, ma forse è proprio quando si è pieni che c'è posto per tutti. Portate chi volete, a presto! :)
PS: Alcune creazioni di Anna Rita sono visibili qui, mentre questo è il suo blog, dove trovate anche i suoi contatti. Questa, invece, è la sua pagina facebook.


































































Ognuna di queste cose ha una sua voce, tanto che forse alla fine si è un po' frastornati, e ci si sofferma su quelle con meno elementi (i sassi e le code di topo, le foglie rosse e blu...) per riposare i sensi.
RispondiEliminaLa foto in B/N di Facebook ha una gemella, guarda un po', con un inquadratura (sembra?) meno perfetta, e i disegni di Escher che in parte la nascondono. Qual è la sua storia? :)
Proprio così Andrea, ogni stanza è piena di oggetti parlanti. Sarà che gli abitanti della casa parlano tanto, uno in particolare... devono aver contagiato un po' tutto! Bello che tu mi chieda la storia della foto :) Non ha chissà che storia, a dire il vero: l'ho scattata in camera di mia sorella, che ama incastrare di tutto tra la cornice e lo specchio. Ho giocato alla turista nella galleria d'arte, e come tutti i turisti ho voluto immortalare il momento :)
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