Credo si debba dire ti voglio bene una volta al
giorno
però in modo sempre nuovo, se no si perde il
valore.
Puoi dire ti voglio bene sfornando patate al forno,
puoi dirlo con un sussurro, oppure con gran
clamore.
A volte lo dici solo semplicemente aspettando un
poco,
a volte l’attesa è lunga, ma è il prezzo dei
sentimenti.
A volte lo dici quando ti prende in giro ma tu stai
al gioco,
oppure c’è chi lo dice senza ostentarlo, stringendo
i denti.
Ti voglio davvero bene… puoi dirlo con una torta,
puoi dirlo quando ti fermi dopo lavoro a fare la
spesa,
puoi dirlo tenendo a bada quei nervosismi da luna
storta,
oppure puoi innervosirti, ma poi ricercar l’intesa.
Puoi dirlo con un biglietto, e metterlo sul
cuscino,
puoi dirlo dicendo “Basta, stasera facciamo un giro”,
puoi dirlo mettendo a posto il suo libro sul
comodino,
puoi dirlo anche se non sente, perché dorme come un
ghiro.
Fortuna c’è chi capisce, comunque noi lo
diciamo.
A me c’è stata una volta, che mi ha fatto star da
Dio:
siccome era quasi notte, io dolce gli ho detto
“andiamo”.
Però deve aver frainteso, perché mi ha risposto
“anch’io”.

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