Chi si chiede cosa si fa qui si rassereni: esattamente non lo sa nessuno.
Io ci metto qualche parola e qualche foto.
Con un'unica regola: solo finché mi fa felice.

lunedì 9 marzo 2015

Un cerbiatto

Per dire buon compleanno a una persona speciale, che ho visto nascere e sbocciare e che non mi lascia mai. :)

Sorelle :)

A volte la prendi per timidezza,
ma nei suoi occhi grandi c’è il pianeta.
È che ogni sua parola è una carezza
e ha la forza, il garbo e l’occhio del poeta,
non le piace stare sotto i riflettori
e fa finta di schivare un po’ il contatto,
ma gli abbracci non si danno solo fuori:
non si può trattar da bambola un cerbiatto.

Quei capelli lunghi come una cascata
e quel passo longilineo che conosco
certe volte mi ricordano una fata
bella, intatta e misteriosa come un bosco.
Se volessimo accostarla ad un paesaggio
in effetti penserei ad una foresta,
che ha qualcosa di intoccabile e di saggio
ma tra luci e suoni, dentro, c’è una festa,
e se all’ombra dei suoi rami stai in ascolto
scopri quanto riesce a ridere di gusto,
scopri che se chiedi poco ti dà molto,
che si arrabbia da morire con  chi è ingiusto.

In un mondo mascherato lei è un affresco.
Nella folle frenesia si muove piano
ma le batte dentro un cuore piratesco
e ha la voglia di esplorare di un gitàno,
e l’aspetto da modella non le manca
ma lavora in pizzeria da un musulmano
per tornare a casa certe volte stanca
ma con un racconto nuovo sempre in mano.

Anziché scattarsi selfie solitari
con la reflex coglie schegge di poesia:
trova storie intere nei particolari,
e cattura il bello della nostalgia.
Nostalgia di noi bambine non ne sento
perché diventare grandi è l’avventura
per cui non ci è mai mancato il giusto vento
e un bagaglio pieno che non si misura.

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