Sì lo so, la festa del papà è l'ennesima festa del consumismo. Ma se al mio gli regalo una filastrocca, tanto male non può fare...
C’era già prima di me, e magari mi pensava.
Me lo immagino ragazzo, che rideva, che cantava,
con la sigaretta accesa e la giacca in pelle nera,
jeans a zampa di elefante e un’indomita criniera.
Tante cose, son sicura, non se le era immaginate:
si potevano evitare un bel po’ di litigate,
qualche giorno di sconforto, la caduta col motore,
questa crisi che ogni giorno butta a terra il buon
umore,
salutare i genitori – che per me poi erano i nonni
–
e le notti così fonde da passare quasi insonni.
E d’altronde questo è il prezzo per chi vive e non
è solo:
qualche volta forse sogna di poter spiccare il volo,
metter pausa alle fatiche e scappare in capo al
mondo…
ma tra i compiti di un babbo c’è di andare fino in
fondo.
Mi piaceva, da bambina, la sua barba profumata,
mi piaceva se chiedeva che facessi una sfilata,
mi piaceva far la lotta tutti insieme sul lettone,
mi piaceva condividere un gelato di limone.
Mi sentivo quasi eletta, fortunata a dismisura,
perché solo lui sapeva certe storie di paura,
ma il regalo più gradito, se era la giornata
giusta,
era quando mi portava una bella Super Busta.
Oggi è serio sul lavoro, fa la voce un po’
impostata,
ma se a casa si rilassa la baldoria è assicurata,
soprattutto se si fanno scherzi e coccole al
cagnetto
(neanche fosse un nipotino, è il suo maschio
prediletto).
Quello che mi piace adesso - non vorrei niente di
meglio -
è se torno a casa tardi e lo trovo ancora sveglio.
Ci mettiamo lì vicini, con Formigli o con Santoro:
quattro chiacchiere veloci, poi diciamo sogni
d’oro…
La mattina, a colazione, mi prepara la spremuta,
se c’è tempo mi racconta di quel casco o quella
tuta
da centauro che ha acquistato per le gite
dell’estate,
poi si alza e va al lavoro dopo averci salutate.
La famiglia te la becchi, non si può selezionare…
qualche volta noi tre donne l’abbiam fatto
tribolare!
Ma ringrazio, col sorriso, il destino che ci ha
unito:
Non ci siamo mica scelti… ma è il mio babbo
preferito.

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