Chi si chiede cosa si fa qui si rassereni: esattamente non lo sa nessuno.
Io ci metto qualche parola e qualche foto.
Con un'unica regola: solo finché mi fa felice.

giovedì 27 agosto 2015

Un gesto

Comprare un’agenda
ci ha dentro
l’odore di nuovo e di bianco.
Più è vuota
più è bella
e più è piena
perché ci risponde
a quel dubbio,
quel tarlo che è proprio da noi.
“Puoi esserlo”
dice l’agenda.
“Puoi essere quello che vuoi”.

venerdì 7 agosto 2015

A un amico gli vorresti regalare


A un amico gli vorresti regalare
Tutto quello che desidera e gli manca.
Lo vorresti riverire, coccolare…
Purché sia felice lasci carta bianca.

Cancellare qualche ruga dal suo viso,
regalargli quelle ferie meritate,
realizzargli la sua idea di paradiso,
suggerirgli il senso delle sue giornate.

Dopo un po’, quando un amico compie gli anni,
non hai voglia di comprare chissà cosa:
i pacchetti sono solo degli inganni,
come foto artificiose, tutte in posa.

A un amico gli vorresti regalare
quel regalo che non hai nemmeno te:
quella pace inquieta tipica del mare,
e un momento che gli sveli lui chi è.

Ma non credo che si possa, a dire il vero,
forse ognuno deve fare il suo cammino,
senza sconti, solamente prezzo intero.
Però sempre con un’anima vicino.

mercoledì 5 agosto 2015

Stasera facciamo un giro


Credo si debba dire ti voglio bene una volta al giorno
però in modo sempre nuovo, se no si perde il valore.
Puoi dire ti voglio bene sfornando patate al forno,
puoi dirlo con un sussurro, oppure con gran clamore.
A volte lo dici solo semplicemente aspettando un poco,
a volte l’attesa è lunga, ma è il prezzo dei sentimenti.
A volte lo dici quando ti prende in giro ma tu stai al gioco,
oppure c’è chi lo dice senza ostentarlo, stringendo i denti.

Ti voglio davvero bene… puoi dirlo con una torta,
puoi dirlo quando ti fermi dopo lavoro a fare la spesa,
puoi dirlo tenendo a bada quei nervosismi da luna storta,
oppure puoi innervosirti, ma poi ricercar l’intesa.
Puoi dirlo con un biglietto, e metterlo sul cuscino,
puoi dirlo dicendo “Basta, stasera facciamo un giro”,
puoi dirlo mettendo a posto il suo libro sul comodino,
puoi dirlo anche se non sente, perché dorme come un ghiro.

Fortuna c’è chi capisce, comunque noi lo diciamo.
A me c’è stata una volta, che mi ha fatto star da Dio:
siccome era quasi notte, io dolce gli ho detto “andiamo”.
Però deve aver frainteso, perché mi ha risposto “anch’io”.

giovedì 23 luglio 2015

Oggi luglio mi sembra Natale


Afa estiva, dei fiori, l’altare.
Le signore del borgo curiose.
I ventagli, le scarpe più ardite.
Qualche scatto comincia a volare.
Chi avrà scelto quei vasi di rose?
Anche all’ombra sudore a pepite.
Bottigliette dell’acqua appannate.
Gonne lunghe, leggere, pastello.
Qualche uomo si toglie la giacca.
Una paglia. Le nostre risate.
Manca lei solamente all’appello.
Allo sposo una stretta, una pacca.

Oggi luglio mi sembra Natale
perché è chiaro, si aspetta qualcosa.
Una strana euforia nell’attesa.
Non si sa cosa c’è di speciale,
perché non è nemmeno la sposa
che aspettiamo davanti alla chiesa.
E l’amore esisteva da tanto,
non è oggi il principio di tutto.
Non è neanche l’arrivo, la meta.
Non è fiaba, non è solo incanto.
Non tutela da quello che è brutto.
Però il riso. Gli scialli di seta.
Quest’attesa, la trepidazione.
Qualche cosa dev’esserci in ballo.

Guarda, ecco che arriva. Candore.
E si guardano ed è un’esplosione
sotto il sole vestito di giallo.
Che sia semplice, forse, l’amore?
Che sia tutto in quegli occhi infiniti?
E vabbé la cravatta ed il velo.
Ma quegli occhi ed il loro riflesso.
Storie vere. Gli abbracci. Le liti.
Qualche volta l’inferno, poi il cielo.
Che il per sempre sia fatto di adesso.

venerdì 17 luglio 2015

E' l'estate che vi parla


Abitanti del pianeta, è l’estate che vi parla.
L’anno scorso, lo sapete, mi son presa una vacanza:
ero stanca ed ho pensato fosse mio diritto farla,
ma vi siete lamentati della strana latitanza
e sembravo ricercata, ci mancava “Chi l’ha visto”
per concludere il quadretto degno di un’apocalisse.
Volevate andare al mare, trangugiare il fritto misto,
diventare tutti neri, soddisfare quelle fisse
che da sempre, con l’estate, sono date per scontate.

Finalmente son tornata, ma ho un’insolita impressione…
Correggetemi se sbaglio… anche qui vi lamentate?
Forse io farò i capricci, ma son buffe le persone.
Anziché sbuffare sempre e avanzar delle pretese
apprezzate la mia indole solare e assai caliente
perché non è mica eterna, dura giusto qualche mese.
Non lo sa cosa si perde chi non vive mai il presente.

lunedì 13 luglio 2015

Ho pensato che


Ho pensato che se noi eravamo in tre
- io, mia mamma ed Annalisa, la mia amica -
e ciascuna, nello zaino, lì con sé,
si portava un po’ di gioia e di fatica,
molte risa, qualche lacrima e un bel sogno,
tanti bei ricordi dentro la memoria,
molte debolezze (non me ne vergogno),
cicatrici – narratrici di una storia -
poi la voglia di saltare fino al sole,
chili e chili di pensieri e di speranze,
un archivio sconfinato di parole,
desideri annullatori di distanze,
più crateri, rughe e ombre della luna,
qualche delusione e piccoli successi,
una dose equa di sfighe e di fortuna,
e valanghe di passioni e di interessi…

Ho pensato - vi dicevo - che se è vero
che in tre appena portavamo tante cose,
figurarsi nello stadio tutto intero
che abbondanza di bellezze strepitose!
Pensa te se così in tanti si pensasse
a un pensiero grande e rivoluzionario.
Se poi subito non lo si abbandonasse…
Pensa te che potenziale straordinario.

Quanti cuori, teste, braccia, piedi e voci
che si sono con pazienza messi in fila.
I messaggi belli vanno più veloci
quando li si canta insieme in 30 mila,
e ho pensato “basterebbe tanto poco
per sentirci così belli e così vivi.”
Faccio un calcolo un po’ serio e un po’ per gioco:
30 mila e più persone coi panini,
scarpe comode e la voglia di ballare,
fanno in tutto 30 mila e più destini.
Mi emoziona, senti. Che ci posso fare?

venerdì 10 luglio 2015

E il cielo, quello esiste veramente?



E dicono che la magia non esista,
che esista solo quello che si vede.
Per caso un’emozione l’hai mai vista?
Esiste quel tuo battere col piede
guidato da dei fili inconsistenti,
che non li vedi mai però li senti?

Non ho mai visto il cuore di un bambino
ma credo ci stia dentro l’universo,
non ho mai visto il sole da vicino
eppure non ti guardo di traverso
se giuri che è più enorme della vita.
Non tutto puoi afferrarlo con le dita.

La musica ad esempio non si tocca,
e un libro sembrerebbe non parlare,
però non riesci a chiudere la bocca
perché qualcosa ti obbliga a cantare
e una parola scritta cambia il mondo:
un seme nero, piccolo e fecondo.

Non credo di aver mai visto l’amore,
non l’ho mangiato né tenuto in mano,
ma so che esiste, come esiste un fiore
anche se a prima vista è tutto grano,
perché diversamente non si spiega
qualcosa che ti libera e ti lega,
ti fa investire tutto ma non costa.

E il cielo, quello esiste veramente?
Esiste veramente una risposta?
Io so che la mia anima non mente
e che non cercherebbe così in fretta
qualcosa che non c’è e che non mi spetta.