Desiderio è forse la mia parola preferita. Per
molti motivi, ma uno soprattutto: in 9 lettere condensa le storie degli
uomini e la storia del mondo, parla di noi e parla dell’universo, dice quello
che vorremmo, quello che abbiamo e quello che ci manca. È un concetto familiare,
come “mamma”, come amore, come il profumo del caffè la mattina o quello
dell’erba tagliata. Però, nello spazio di 9 lettere e 4 sillabe, senza che ce
ne accorgiamo, schizza verso il cielo, le stelle, altri mondi.
Perché potremmo spendere pagine e pagine a definire
il desiderio, chiederci che cos’è e che cosa significa.
Ma alla fine il desiderio è fatto di “de” +
“sidera”, e questo dice già tutto.
“Sidera” significa stelle, e quel “de” è una
particella che indica allontanamento da qualche cosa. Non lontananza, ma
allontanamento: non semplice assenza, ma separazione. La parola desiderio ha a
che fare con le stelle, ma non dice che non le abbiamo… dice che non le abbiamo
più.
Un pezzettino di stelle, se davvero le abbiamo
avute, deve esserci rimasto in tasca per sbaglio. Una scheggia tra le dita, un
granello fra i capelli, che ne so. E in effetti, a guardarle lassù - così lontane e perfette -
un magnete si attiva, e all’improvviso sembra chiaro che con loro, in qualche
modo, c’entriamo anche noi.
(continua sotto...)
La parola desiderio ha a che fare con le stelle.
Con lo sguardo che va al cielo vedi il buio, vedi
quelle,
e hai la sensazione strana che in passato le hai
toccate:
familiari come cose possedute e poi scordate.
Ogni tanto, nella noia, un indizio sorprendente
sembra andare a risvegliare qualche cosa di potente
che ci scava dentro il petto, non si placa, batte
forte,
sembra dirci che siam fatti per sconfiggere la
morte,
per volare, per gridare, per cantare a squarciagola
la canzone di una vita che è infinita ma è una
sola.
Desiderio è quella cosa che vuoi sempre, e ti
possiede,
una musica lontana che ti fa battere il piede
anche se non sei sicuro… non sai bene che cos’è:
ha i contorni un po’ sfocati, ma decisamente c’è.
Indomabile, mai sazio, non ha fine il desiderio…
forse quello che ci chiede è di prenderlo sul
serio,
di decidere una volta se far come fosse niente
o provare ad inseguirlo e cercare la sorgente.
Io ho deciso di partire. Il bagaglio è quasi vuoto:
basta poco per un viaggio verso un desiderio
ignoto.
Serve voglia di capire cosa ci alimenta il cuore,
serve qualche bel ricordo, qualche affetto, qualche
errore,
serve un sogno grande e bello, che sia veramente
mio,
e ovviamente, per partire – vera e sveglia – servo
io.
Che dire. ..avrei voluto dirle io queste parole. Il cuore dell'uomo è proprio uno e quando si legge qualcosa di vero, ci si riconosce! Simo
RispondiEliminaNon sapevo dell'etimologia di "desiderare": una di quelle cose che, uno volta che le hai difronte, sembrano ovvie.
RispondiEliminaNella foto dai le spalle allo spettatore, e ti rivolgi alla stella che più ci è famigliare, il sole. Ai tempi delle reflex a pellicola, sarebbe apparsa soltanto la tua silhouette. Qui invece l'esplosione di luce abbagliante lascia spazio ad un paesaggio estivo di colline: i nostri ricordi, la nostra essenza, non sarebbero nulla senza quella luce, ma senza di essi, senza il nostro sguardo, senza la nostra piccola ombra, che cosa sarebbe tutto l'universo?
Mi vengono in mente alcune scene de "La sottile linea rossa" (chissà se lo hai visto).
... Who lit this flame in us?...
“I nostri atomi si sono formati miliardi di anni fa, nei nuclei densi di stelle supergiganti. Stelle milioni di volte più luminose del nostro sole. Sono collassate e decadute, e hanno cominciato a raffreddarsi. Atomi di quelle stelle si trovano nel nostro sistema nervoso. Siamo cenere di stelle, io e te. Veniamo dal principio di tutto, o da poco più in là.” Don De Lillo – La stella di Ratner, X.
:)
Bello! Eh no, non lo conoscevo! E che cosa sarebbe l'universo, senza il nostro sguardo, me lo chiedo spesso anche io :)
EliminaQuesto commento è stato eliminato dall'autore.
RispondiEliminaCiao Leo! Che piacere leggere questo tuo commento... per me è importante! Spero proprio che sia come dici tu... e a giudicare dalle simpatiche righe che ci hai regalato stamattina, chissà, magari avrò un giovane collega! ;)
Elimina